| Il principio 45 |
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| Scritto da Massimo D'Aversa |
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Cos'è? Un preparato erboristico miracoloso? No, è una delle 64 regolette semplici semplici, utili utili e....e mica così immediate da mettere in pratica... raccolte da Jack Canfield nel suo libro "I principi del successo". Per condividere con voi le mie riflessioni sulla lezione 45 "Ingaggia un mentore o un personal coach" ho pensato di raccontarvi una storia. C'era una volta una mamma ed un carillion che suonava "Per Elisa"... Quella mamma (la mia) ogni volta che lo trovava nel mobile, lo caricava e lo ascoltava, sognando me e mio fratello che suonavamo quel brano. (mamme!) Decise così di mandarmi a lezioni di pianoforte... (mamme!) Quel bimbo fu accolto dalla sua prima maestra con dolcezza e con il sorriso mitigò per tre anni le sue strimpellature e la sua timidezza. Poi il "massacratore di timpani" cambiò classe e incontrò colui che nel decennio successivo oltre ad accompagnarlo al diploma di conservatorio gli avrebbe insegnato a studiare con metodo e a socializzare con la musica. Non era un semplice insegnante, era anche un bravo concertista e viveva in modo scanzonato e divertito una professione di grande sacrificio e fascino. Ora vi racconto di persona cosa mi capitò. Fui folgorato da quel carisma, dal divertimento che metteva in ogni cosa... e dalla sua lungimiranza: ai primi esami in conservatorio insistette con i miei affinchè avessi un'audizione anche dalla sua stessa insegnante, che era stata a sua volta una pianista di fama europea e che formava concertisti, non solo amatori. Fece lo stesso anche con mio fratello. Le audizioni sono quelle occasioni in cui capita molto spesso che ti dicano di "darti all'ippica"... Non andò così... Ancora oggi mi ricordo con nostalgia e brividi la trasformazione subita durante quelle sudate lezioni (erano mesi estivi :D) e soprattutto mi viene in mente la principale premura che ebbe per me.... Quale fu la sua preoccupazione più forte? Prendere da parte il suo allievo e mio maestro e spiegargli quali brani sarebbero stati adatti alle mie mani e al mio modo di interpretare, in modo da farmi rendere al massimo negli studi e nelle esibizioni.... Un mentore si concentra sull'individuare il meglio di voi e aiutarvi a valorizzarlo... Non ha nozioni e ricette standard... Non cerca un salario nell'insegnamento, ma si gratifica dal condividere le sue abilità... capendo che ognuno di noi ha peculiarità e doti da sviluppare UNICHE. E voi? Per tutto ciò che avete di più importante, vi affidate alla guida di veri "Maestri"? Quelli che vi guardano negli occhi e vi dicono le cose come stanno senza un personale rendiconto nascosto? Vorreste parlare di investimenti con l'impiegato allo sportello di una banca o con investitori di grande abilità e patrimonio? Vorreste imparare una lingua straniera da un italiano che l'ha studiata o da un madrelingua esperto di linguistica? Forse è meglio affidarsi ad un nocchiero che sia già stato nel porto in cui vi sta conducendo e in quel porto sia un padrone di casa accattivante... Sarà duro a credere... ma non ho trovato grandi mentori dietro le cattedre universitarie... nonostante molti si affidino all'istruzione universitaria per affermarsi nella vita.... Sarà che chi ha veramente imparato dall'aver rischiato, lottato e vinto non si nasconde nei corridoi degli atenei, ma si aggira ancora fiero sui "campi di battaglia"? Potrebbe darsi... Ci sono tanti ottimi istruttori nelle biblioteche e nelle librerie, o in persone anziane di grande vissuto. Tante persone di successo sono disponibili a condividere le loro esperienze e le loro intuizioni. Basta saper chiedere con fiducia i loro consigli e contraccambiare la loro disponibilità, anche solo con l'impegno ad applicarsi e ad accettare i loro feedback crudi. Quanto vale il consiglio o l'esempio di un mentore per migliorare negli aspetti più importanti della nostra vita e di quella delle persone più care per noi? Per me ha un valore inestimabile, è per quello che dove trovo qualcuno che "ne sappia" faccio di tutto per imparare da lui e farmi dare consigli. Buone letture, buoni seminari, buone alleanze di menti a tutti voi! Grazie Jack Canfield per la riflessione che mi hai fatto fare, ti aspetto a febbraio a Vicenza. PS La tremarella in vista di saggi, concorsi e concerti era così sofferta, da dissuardermi dall'intraprendere il mestiere del musicista. Mi restò però la spinta a curare la mia preparazione mentale, per togliermi l'emotività mal gestita e imparare a rafforzare il mio carattere e le mie iniziative: i primi più importanti passi con l'Academy di Roberto Re, poi la specializzazione in coaching e neurolinguistica con Marco Paret, e infine la fidelizzazione ai "numeri uno": Tony Robbins, Paul McKenna e Richard Bandler (i miei miti). Cos'hanno i numeri uno in comune? Sono tutti ironici e solari... Sono impegnati personalmente al massimo, e mettono il divertimento in tutto quello che fanno!!! |
Brian Tracy
proverbio russo